birra in aereo

Come si passa il tempo durante un lungo volo in aereo? Alle solite opzioni – leggere, ascoltare musica, guardare un film o una serie – se ne potrebbe aggiungere presto una tutta nuova: bere una birra alla spina. L’idea è venuta alla compagnia olandese KLM, che in vista delle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro si è unita con Heineken per offrire questo nuovo servizio in business class per alcuni voli selezionati.

 

Spillare una birra in volo presenta, infatti, parecchi impedimenti tecnici, che hanno richiesto anni di lavoro per superarli. Quello principale è la diversa pressione: in aereo la pressione è molto più bassa rispetto al livello del mare e per questo le spine tradizionali non funzionano, facendo uscire solamente una grandissima quantità di schiuma. Inoltre, in aereo è vietato portare a bordo un contenitore di anidride carbonica compressa, fondamentale per la birra alla spina.

 

Heineken, quindi, ha dovuto progettare un nuovo impianto che fa arrivare la bevanda dal fusto al rubinetto utilizzando esclusivamente la pressione dell’aria. E i problemi non sono finiti, come ha dichiarato Edwin Griffioen, supply development manager global innovation di Heineken, al network americano Fox News. «È stato come un puzzle nel quale il fusto della birra, l’impianto di raffreddamento e il compressore di pressione dell’aria devono stare tutti in un trolley per il catering in aereo».

 

Alla fine, però, i problemi sono stati risolti anche se con alcune eccezioni: in particolare, non sarà possibile servire la birra in bicchieri di vetro, ma solo in plastica. Inoltre, i fusti saranno caricati già raffreddati all’aeroporto di Amsterdam.

 

In ogni caso, dal prossimo agosto, sui voli KLM ci sarà un nuovo modo per calmare la sete, anche viaggiando tra le nuvole!

 

Cosa ne pensate di questa invenzione? Quali altre innovazioni a tema birrario vorreste vedere? Ditecelo qui sotto nei commenti!

Comac per tutto il 2014 sarà a fianco dell’arte, un’arte speciale, anzi più speciale perché realizzata dai ragazzi in cura presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. Benché affiancati da un valido artista come Luca Santiago Mora, a sua volta coadiuvato da artisti di fama internazionale, i veri protagonisti sono i ragazzi e le loro opere.

Comac per tutto il 2014 sarà a fianco dell’arte, un’arte speciale, anzi più speciale perché realizzata dai ragazzi in cura presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. Benché affiancati da un valido artista come Luca Santiago Mora, a sua volta coadiuvato da artisti di fama internazionale, i veri protagonisti sono i ragazzi e le loro opere.

L’arte: questo mondo sempre in evoluzione, importantissimo e fondamentale per la nostra crescita personale e spirituale è da sempre alla ricerca di mecenati che ne finanzino la realizzazione e che oggi si chiamano sponsor.

E fra gli sponsor, spesso, troviamo anche i produttori di birra.

Il 23 febbraio 2014 si è conclusa a Madrid la storica manifestazione di arte contemporanea “ARCO Madrid” che, per il 4 anno consecutivo, ha visto Heineken Spagna fra i mecenati principali. Dal 2011 Heineken sponsorizza un premio speciale, il CA2M, dedicato a giovani artisti emergenti, ed organizza Art Party Heineken, un appuntamento ormai consolidato per gli amanti dell’arte e della birra e delle nuove tendenze che quest’anno si è svolto in un palazzo del XIX secolo, il Palazzo di Fernán Nuñez.

Ma quest’anno Heineken, seguendo l’esempio di altre manifestazioni dedicate all’arte, come la famosa Frieze Art Fair di New York, ha scelto di collaborare con grandi chef per offrire al pubblico partecipante non più banali cibi confezionati ma street food di qualità e novità del settore gastronomico, il tutto sotto un grande tendone, seduti su panche di legno davanti a lunghe tavolate come nelle migliori feste paesane. La birra era servita in bottiglie artistiche “Designed for the Night”, disegnate appositamente per Heineken dall’ dell’artista americano Matt W. Moore.

Ma non possiamo non citare J.C. Jacobsen fondatore del famoso birrificio Carlsberg, che fu un egli stesso un filantropo ed un avido collezionista d’arte: la Carlsberg, da sempre a fianco dell’innovazione in tutte le sue espressioni e di chi sa guardare la realtà da punti di vista “differenti” per cogliere ciò che è realmente autentico e originale, da anni sponsorizza diversi eventi legati al mondo dell’arte e nel maggio 2013 Carlsberg Italia è stato lo sponsor principale di “WHO ART YOU? 2”, concorso internazionale riservato ad artisti emergenti.

 

La birra a sostegno dell'arteRestando in Italia, il primo quartier generale del birrificio Peroni, situato a Testaccio, nella Roma più vera, è diventato esso stesso un museo, il MACRO, che ha celebrato la storia dell’italianissimo birrificio in una mostra fotografica che si è tenuta negli ultimi mesi del 2013 riscuotendo un buon successo di pubblico.

E come non citare il MENABREA ART PRIZE premio lanciato per supportare i giovani artisti emergenti, in collaborazione con Birra Menabrea, Untitled Association e Roma art2nights e che nel 2013 è andato al 28enne bergamasco Diego Marcon per la sua originalità e citando le parole della giuria in fase di premiazione:

“Invece di creare un’etichetta immediata e facilmente riconoscibile l’artista invita le persone a servirsi della birra come luogo di incontro, curiosità, scoperta e condivisione. Il cruciverba che per sua natura è allo stesso tempo immagine e testo, diventa così interprete originale e convincente della Birra Menabrea”.

E ancora, il “ Premio Maggia”, dedicato alla memoria dell’architetto biellese Federico Maggia, sempre sponsorizzato dallo storico birrificio artigianale Menabrea, che a Biella ha il suo quartier generale. L’evento del 2013, “Industrie dismesse. Giovani progettisti fabbricano idee” ha visto la realizzazione di 10 installazioni, avente come tema il riuso del patrimonio industriale dismesso. Il Birrificio Menabrea per l’occasione ha realizzato e distribuito circa 200.000 bottiglie di birra con collarino personalizzato dedicato all’evento.

Anche i birrifici artigianali, non solo italiani, ma a livello internazionale, spesso si avvalgono di giovani artisti per la realizzazione delle loro etichette per la voglia comune di ricercare, innovare e sperimentare nuove strade, nuovi gusti, nuove idee.

E voi quali birrifici conoscete che collaborano con l’arte?