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La fase di imbottigliamento delle bevande è molto delicata perché deve fare in modo che il liquido mantenga perfettamente tutte le sue proprietà. Per fare questo è necessario rivolgersi a dei costruttori di linee di imbottigliamento specializzati, capaci di offrire impianti all’avanguardia ed efficienti.

Dal 1990 Comac realizza linee di imbottigliamento di alta qualità, che trattano il prodotto con grande rispetto e riducono al minimo gli sprechi che avvengono durante la fase di confezionamento. Oltre agli impianti per l’imbottigliamento sono disponibili anche macchine accessorie per completare e arricchire la propria linea produttiva.

 

La vasta gamma di macchinari Comac comprende:

 

 

 

Macchine per l’imbottigliamento

 

Comac costruisce diverse macchine per l’imbottigliamento di bevande, tutte automatiche e suddivise in tre categorie in base alla capacità produttiva:

 

  • Fino a 6.000 BPH vetro
  • Fino a 12.000 BPH vetro
  • Oltre 12.000 BPH vetro

 

Impianti per l’imbottigliamento fino a 6.000 bottiglie/ora vetro

Questi impianti sono in grado di eseguire automaticamente i cicli di risciacquoriempimento tappatura di bottiglie in vetro di qualsiasi forma, raggiungendo un massimo di 6.000 bottiglie l’ora.

 

 

 

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Impianti per l’imbottigliamento fino a 12.000 bottiglia/ora vetro

 

Si tratta di sistemi automatici in grado di confezionare fino a 12.000 bottiglie l’ora contenenti bevande di ogni tipo, sia alcoliche che analcoliche. Questi impianti sono costruiti con tecnologie componenti di alta qualità e sono sviluppati in collaborazione con il Gruppo CFT.

 

 

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Impianti per l’imbottigliamento oltre a 12.000 bottiglia/ora vetro

 

Anche in questo caso gli impianti, realizzati in collaborazione con il Gruppo CFT, sono tutti automatici e svolgono ogni fase, dal risciacquo alla tappatura. Questa tipologia di impianto garantisce le più elevate esigenze produttive a partire da 12.000 bottiglie/ora ed è quindi pensata per le grandi produzioni. Come anche per le altre due tipologie, queste macchine per l’imbottigliamento dispongono di un pannello operatore che permette di controllare tutti i parametri di funzionamento degli impianti costruiti da Comac.

 

 

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Scopri di più sugli impianti automatici di imbottigliamento Comac!

 

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Unità di saturazione acqua

 

L’unità di saturazione è realizzata in acciaio inox AISI 304 e serve ad effettuare operazioni di deaerazione dell’acqua e conseguente carbonatazione per ottenere acqua gasata.

Il serbatoio di deaerazione, il dispositivo di carbonatazione e il serbatoio di stabilizzazione/stoccaggio sono i componenti principali di questo strumento.

 

L’acqua, introdotta nel primo serbatoio dall’alto, viene nebulizzata e quindi espelle tutti i suoi gas per agevolare la fase di carbonatazione.

 

In questo serbatoio viene anche convogliata l’anidride carbonica in eccesso dal serbatoio di saturazione. La CO2, inoltre, agevola la deaerazione e provoca una leggera pre-carbonatazione.

 

Successivamente, il dispositivo di carbonatazione inietta l’anidride carbonica nell’acqua per renderla gassata. La quantità di CO2 da immettere è regolata da una valvola modulante, che consente di avere diversi gradi di carbonatazione.

 

Infine, l’acqua gassata viene inviata al serbatoio di stabilizzazione/stoccaggio, mantenuto in pressione con CO2, e inviata alla riempitrice.

 

 

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Unità premix

 

Una linea di imbottigliamento di bevande può comprendere l’unità premix che,

realizzata in acciaio inox AISI 304, effettua le operazioni di deaerazione dell’acqua, aggiunta dello sciroppo e la successiva carbonatazione per ottenere la bibita gassata desiderata.

Il processo è molto simile a quello dell’acqua. La differenza consiste nell’aggiunta dello sciroppo per la creazione della bibita.

Il serbatoio dello sciroppo riceve lo sciroppo concentrato (50/60 brix) e successivamente l’unità di miscelazione acqua/sciroppo provvede a dosare l’acqua e lo sciroppo secondo quanto previsto dalla ricetta.

 

 

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Tunnel di riscaldamento e di raffreddamento

 

tunnel di riscaldamento e di raffreddamento servono a portare a temperatura ambiente il prodotto precedentemente imbottigliato freddo o caldo.

Entrambi i tunnel sono realizzati in acciaio inox AISI 304 e al loro interno si trovano ancorate le vasche che alimentano le docce superiori.

All’esterno sono posizionati invece i dispositivi di comando e di controllo, sia del ciclo meccanico che della temperatura.

Le bottiglie poggiano su una catena presente all’interno della macchina e, mediante un motoriduttore esterno, avanzano nelle varie sezioni incontrando le docce superiori che riscaldano o raffreddano la bevanda, fino a raggiungere l’uscita.

Tutte le vasche sono dotate di portelle d’accesso laterali, che ne permettono la pulizia e la manutenzione periodica.

 

 

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Pastorizzatore a tunnel

 

L’unità di pastorizzazione a tunnel è progettata per la pastorizzazione del prodotto già imbottigliato ed è disponibile in diverse dimensioni.

 

All’interno della macchina le bottiglie vengono posizionate su una catena e, avanzando nelle varie sezioni, incontrano le docce superiori, a diversa temperatura, fino ad arrivare all’uscita. La velocità di avanzamento delle bottiglie può essere regolata da un pannello che permette di scegliere la durata del ciclo.

 

La macchina è dotata di un sistema automatico applicato alle zone di pre-pastorizzazione e pastorizzazione che permette di evitare la sovra-pastorizzazione del prodotto in caso di fermata del trasportatore interno.

Se non sai quali macchine inserire nel tuo impianto, i nostri professionisti sono a tua completa disposizione per aiutarti a creare la linea di imbottigliamento più adatta alle tue esigenze.

 

 

 

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Affidati a Comac per avere un prodotto perfetto, così come lo hai creato.

 

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birra AmsterdamAmsterdam 2

Il rapporto tra l’Olanda (o meglio, i Paesi Bassi) e l’acqua è strettissimo da sempre: una scelta obbligata in un Paese in cui il 20% del territorio, come suggerisce il nome, si trova sotto il livello del mare e i famosi polder – un sistema di dighe unico al mondo – hanno di fatto permesso che si sviluppasse la civiltà in questo luogo.

 

Il progetto “Amsterdam Rainproof”, in particolare, vorrebbe rendere la capitale una città a prova di pioggia, in cui nemmeno una goccia sia sprecata.

 

Non stupitevi, quindi, se una delle notizie più curiose degli ultimi giorni a tema birrario viene proprio da qui: da qualche tempo è in commercio una birra fatta con l’acqua proveniente dalla… pioggia di Amsterdam!

 

Proprio così: il 37enne Joris Hoebe, appassionato birrofilo, ha avuto la brillante idea di “riciclare” l’acqua della capitale e usarla come materia prima per la sua bevanda. A sostenere la sua impresa ci ha pensato l’Università di Amsterdam: le cisterne per la raccolta sono state piazzate nel cortile della facoltà di Scienze Applicate.

 

Nel solo mese di maggio, “grazie” al tempo capriccioso, sono stati raccolti circa 1000 litri d’acqua, che dopo essere stati naturalmente depurati, sono stati lavorati da un birrificio della capitale.

 

Risultato: la birra nata dalla pioggia ora è realtà e si può bere, al bicchiere o nella classica bottiglia, in vari ristoranti e bar di Amsterdam. E sapete come l’hanno chiamata? “Hemelswater”, cioè “acqua del paradiso”. In effetti, uno degli ingredienti fondamentali arriva proprio da lì…

 

E Comac non poteva che occuparsene, vista la sua vocazione green: da tempo infatti l’azienda è in prima linea nelle politiche per il riciclo dei materiali e il contenimento delle emissioni di CO2.

 

Cosa ne pensate? Quali altre invenzioni “green” a tema birrario vi vengono in mente? Ditecelo, se vi va, nei commenti!

 

 

Un fine perlage rende la bevanda più gradevole al palato (e allo stomaco) e ne esalta i sapori. E’ vero per lo spumante, ed è altrettanto vero per acqua e bibite gassate.

Un fine perlage rende la bevanda più gradevole al palato (e allo stomaco) e ne esalta i sapori. E’ vero per lo spumante, ed è altrettanto vero per acqua e bibite gassate.

Quindi….”OCCHIO AL PREMIX

Il Premix effettua le seguenti operazioni:

  • Deaerazione dell’acqua;
  • Miscelazione dell’acqua con lo sciroppo per ottenere bibita al  grado brix prefissato
  • Carbonatazione per ottenere bibita gasata;

Il sistema di deaerazione dell’unità Premix è costituito da un serbatoio (mantenuto in depressione con una pompa del vuoto ad anello liquido) nel quale l’acqua è nebulizzata, aumentando la superficie di scambio tra acqua e ambiente circostante.

In questo modo sono eliminati l’ossigeno e gli altri gas naturalmente contenuti nell’acqua.Questo procedimento permette di allungare i tempi di stoccaggio delle bibite, infatti, l’assenza di ossigeno impedisce ai batteri aerobi di deteriorare il prodotto, inoltre, l’assenza di aria nel prodotto permette di evitare la formazione di schiuma in fase di riempimento.

Seguono la fase di miscelazione acqua con sciroppo, la fase di raffreddamento e quella di carbonatazione, dove l’anidride carbonica è addizionata con iniezione diretta di CO2.  La quantità di COintrodotta nella bibita è regolabile mediante una valvola modulante.

L’anidride carbonica mescolata alla bibita piatta è poi inviata a un miscelatore statico che ha il compito di spaccare le bolle di CO2 e facilitarne l’assorbimento e l’intima miscelazione nella bibita.

La bibita che fuoriesce dall’unità Premix è raccolta in un serbatoio di stoccaggio pressurizzato con CO2 e da questo inviato alla riempitrice.

Il corretto rapporto acqua/sciroppo può essere ottenuto con una pompa a pistoni a doppia camera (l’una per l’acqua e la seconda per lo sciroppo) con volantini di regolazione della corsa dei pistoni per ottenere rapporti di diluizione variabili in funzione della bevanda da ottenere ed in funzione della concentrazione dello sciroppo che proviene dalla sala sciroppi.

L’installazione di un dispositivo di controllo del grado brix sulla bibita finita rende il sistema autoregolato.

In alternativa alla pompa dosatrice, possono essere installati misuratori di portata (magnetici sull’acqua e massici su sciroppo e CO2) al fine di ottenere il corretto rapporto acqua/sciroppo/CO2, in base ai valori misurati le valvole modulanti modificano le portate istantanee dei fluidi.

L’utilizzo dei misuratori elettronici presenta, rispetto al tradizionale sistema con la pompa dosatrice, diversi vantaggi, anche se a fronte di un costo iniziale superiore, quali:

  • riduzione delle perdite di concentrato ad inizio e fine produzione
  • riduzione dei tempi richiesti per il cambio prodotto/ricetta
  • costanza di grado brix sul prodotto finito anche nei passaggi intermedi ed indipendentemente dal grado brix ottenuto in sala sciroppi
  • riduzione della quantità di concentrato utilizzato
  • maggiore semplicità di utilizzo e di manutenzione

 

Domande? Richieste? Curiosità? Siamo a vostra completa disposizione, pertanto non esitate a contattarci!

Come ripulire e sterilizzare completamente gli impianti e ridurre drasticamente il rischio di contaminazione. Scopri perché è importante avere un sistema di lavaggio automatico CIP.

Come ripulire e sterilizzare completamente gli impianti e ridurre drasticamente il rischio di contaminazione. Scopri perché è importante avere un sistema di lavaggio automatico CIP.

Sono tantissimi gli imbottigliatori grandi e piccoli che ogni giorno si trovano a dover affrontare il tema della pulizia, della disinfezione e della sanificazione dei propri impianti. Perché si sa, nel settore delle bevande, così come in quello alimentare, l’igiene gioca un ruolo fondamentale: più la pulizia delle macchine è accurata, migliore è la qualità del prodotto che si andrà a immettere sul mercato.

Cos’è l’unità CIP – Cleaning in Place e a cosa serve

L’unità CIP, acronimo di Cleaning in Place, non è altro che una macchina che consente di pulire e sanificare interi impianti di stoccaggio, d’infustamento o di imbottigliamento, senza che questi debbano essere smontati.

Dotati di un numero variabile di serbatoi con capacità adeguata agli impianti da igienizzare, le unità CIP per il lavaggio degli impianti consentono di preparare, in automatico, le soluzioni di lavaggio e disinfezione, di effettuare il ciclo previsto e di verificare che detto ciclo sia stato effettivamente portato a termine secondo le modalità prevista.

L’obiettivo è quello di eliminare completamente ogni sorta di residuo di prodotto dagli impianti di infustamento e imbottigliamento, sia a fine turno che nella fase di cambio prodotto; l’azione meccanica di lavaggio con portate elevate, combinata con l’azione chimica dei detergenti e disinfettanti, consente di pulire accuratamente anche le parti più critiche degli impianti.

Il ciclo inizia con il risciacquo con acqua a perdere, per rimuovere i residui più grossolani, seguita dalla fase di lavaggio con la soluzione caustica precedente preparata automaticamente; segue un risciacquo intermedio, la disinfezione con la soluzione acida ed infine risciacquo finale con acqua fredda e calda per rimuovere i residui dei detergenti utilizzati.
Diversi programmi di lavaggio (cambio prodotto, fine giornata, fine settimana) sono memorizzati nel PLC. Programmi supplementari possono essere facilmente aggiunti.

Quali sono i vantaggi di un’unità automatica CIP Cleaning in Place?

Risparmio di manodopera: il PLC avvia automaticamente il ciclo sceltoall’orario impostato, senza bisogno della presenza dell’operatore.

Risparmio di prodotti chimici: i dosaggi vengono effettuati automaticamente e controllati da un misuratore di conducibilità.

Certezza del risultato: i dispositivi di controllo sul circuito di lavaggio garantiscono che il ciclo si sia svolto in accordo con il programma impostato, l’errore umano è bandito!!!

Con un buon sistema di lavaggio si produce un prodotto migliore.

Sei un microbirrificio o un grosso produttore di birra, un imbottigliatore di acqua o di bibita e stai cercando il sistema di lavaggio ideale per i tuoi impianti di riempimento o per i serbatoi di stoccaggio?

 

Contattaci senza impegno per una consulenza o per ricevere maggiori informazioni sui nostri impianti CIP – Cleaning in Place!