Il settore dei microbirrifici è da tempo uno dei segmenti più interessanti del settore della birra e Comac, sempre attenta alle tendenze di mercato, vi dedica da tempo una speciale attenzione. Scopri i nostri impianti, pensati per essere installati “chiavi in mano” nei birrifici di piccole e medie dimensioni.

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Produrre birra è un’attività che negli ultimi anni si è diffusa enormemente, coinvolgendo migliaia di mastri birrai e semplici appassionati in tutto il mondo.

Desideri anche tu aprire un microbirrificio, o rinnovare il parco macchine della tua attività? Con Comac avrai la certezza di avere un impianto che tratti la tua birra con la massima cura.

Gli impianti Comac pensati per i microbirrifici

Le macchine della linea Craft Breweries, semiautomatiche e automatiche, sono adatte a fusti, bottiglie in vetro e lattine. Vediamoli insieme nel dettaglio.

Impianti per bottiglie in vetro (fino a 5000 BPH) 

Tutti gli impianti di imbottigliamento birra sono dotati di un sistema di risciacquo con pinze meccaniche, uno di riempimento con valvole isobariche elettropneumatiche e uno di tappatura. Sono installati su un’unica struttura di supporto dotata di protezioni perimetrali in acciaio inox.

 

 

 

Impianti per lattine (fino a 6000 CPH) 

Dotati di un sistema di riempimento con valvole isobariche elettropneumatiche (o a gravità nel caso della SmartCan 8-1) e uno di aggraffatura, anche gli impianti per lattine sono installati su un’unica struttura di supporto dotata di protezioni perimetrali in acciaio inox.

 

 

 

 

Impianti per fusti (fino a 40 KPH) 

Con una o due teste di trattamento, gli impianti per fusti eseguono sia le fasi di lavaggio, sia quelle di riempimento.

 

 

 

 

 

 

 

Qualsiasi tipo di impianto tu scelga, se ne hai bisogno possiamo incaricarci noi del montaggio e garantirti un’installazione chiavi in mano che ti sollevi da qualsiasi ulteriore incarico o preoccupazione.

Una volta terminata l’installazione continuerai a dormire sonni tranquilli, perché tutte le macchine Comac sono coperte dall’assistenza tecnica 24 ore su 24, dal lunedì al sabato.

Perché i microbirrifici scelgono i nostri impianti

La produzione della birra artigianale è un’arte. Comac mette tutto il suo impegno e la sua competenza per far sì che ogni birra imbottigliata, infustata o messa in lattina sia un piccolo gioiello.

Da oltre trent’anni facciamo in modo che il tuo prodotto sia esattamente come lo desideri, mettendo a disposizione i macchinari perfetti per il tuo microbirrificio.

Perché scegliere Comac? Ecco alcuni punti di forza che fanno la differenza:

  • la possibilità di adattamento agli spazi e agli altri macchinari esistenti;
  • la qualità della birra che rimane intatta durante il confezionamento;
  • una riduzione notevole degli sprechi di prodotto;
  • materiali di alta qualità con cui vengono realizzati.

Affidati a un’azienda altamente competente, vicina ai desideri dei suoi clienti.

Inserire macchine automatiche negli impianti di infustamento birra è una scelta che permette di aumentare la produttività e la qualità del lavoro. Ecco quali sono i principali vantaggi che offrono le infustatrici automatiche Comac.

Se possiedi o lavori per un’azienda produttrice di birra, anche di piccole dimensioni, un impianto di infustamento che svolga tutte le funzioni automaticamente è la soluzione perfetta per ottimizzare al massimo ogni fase del confezionamento, mantenendo intatta la qualità del prodotto dalla cotta all’infustamento.

Vediamo più nel dettaglio le caratteristiche e i vantaggi dell’infustamento della birra effettuato con impianti firmati Comac.

Gli impianti di infustamento birra Comac

Garantiamo soluzioni avanzate per l’infustamento a tutte le realtà, anche quelle più piccole.

Gli impianti presenti nella nostra gamma si dividono in tre categorie principali:

Ogni impianto è personalizzabile con una serie di macchine accessorie che aiutano sia la fase di infustamento della birra, sia le operazioni a inizio e fine linea (palettizzazione e depalettizzazione).

Nella foto: Linea automatica HS6T high-speed.

 

Caratteristiche e vantaggi delle infustatrici automatiche di birra

Flessibilità, versatilità, affidabilità: i punti di forza delle macchine Comac.

Le infustatrici automatiche Comac offrono una serie di vantaggi che ha permesso ai nostri clienti di tutto il mondo di ottenere grandi risultati.

Sono studiate per eseguire automaticamente diverse operazioni

Per prima cosa, gli impianti di infustamento birra dotati di macchine automatiche svolgono sia i cicli di lavaggio e di riempimento, sia le operazioni di movimentazione dei fusti. Si tratta di una grande comodità che permette agli operatori di lavorare in sicurezza e dedicarsi ad altre attività dove è necessaria la presenza di una persona qualificata.

Grazie alla flessibilità dei layout delle linee di infustamento automatiche, è inoltre possibile aumentare lo spazio calpestabile nel reparto confezionamento e garantire un ambiente accogliente, che possa rendere la giornata lavorativa più piacevole.

È possibile, in ogni caso, aggiungere all’impianto delle macchine accessorie che ne aumentino le potenzialità, come i sistemi di lavaggio esterno dei fusti per una pulizia più accurata.

Sono versatili in termini di produzione

Le macchine automatiche per l’infustamento della birra, adattandosi a produzioni che vanno da 40 a oltre 250 fusti all’ora, possono soddisfare facilmente le richieste di ogni tipo di cliente.

Sono ideate per confezionare birra in diversi tipi di fusto

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Nonostante la crescente popolarità della birra in lattina, moltissimi pub, locali e ristoranti continuano a scegliere la birra in fusto per servire un prodotto di ottima qualità alla propria clientela, specialmente agli inguaribili fan della birra artigianale alla spina.

Le infustatrici automatiche sono in grado di riempire diversi tipi di fusto, sia in acciaio che in PET, sempre in completa sicurezza e senza sprechi di prodotto.

Gli impianti, infatti, benchè studiati principalmente per il trattamento di fusti in acciaio inox (i più utilizzati), possono essere adattati anche per il trattamento di fusti one-way in plastica, più leggeri e facilmente trasportabili.

 

Richiedi un appuntamento con i nostri professionisti per conoscere tutte le funzionalità degli impianti di infustamento birra e per scoprire ogni possibilità di personalizzazione.

Un birrificio del gruppo Carlsberg in Svezia ha da poco inaugurato una nuova linea lattine, bottiglie e fusti firmata Comac e Rolec, entrambe parte del gruppo CFT. L’impianto potrà produrre circa 5 milioni di litri di birra all’anno, puntando maggiormente sulla sostenibilità delle lattine in alluminio.

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Il 22 ottobre 2020 il birrificio artigianale Nya Carnegiebryggeriet ha inaugurato ufficialmente un impianto a Jordbro, a sud di Stoccolma. Le macchine dedicate al confezionamento della birra comprendono linee lattine, bottiglie e fusti di produzione Comac e una nuova sala cottura realizzata da Rolec.

Grazie a questo intervento si stima che l’impianto di confezionamento raggiungerà l’incredibile capacità di 5 milioni di litri l’anno.

L’obiettivo del cliente: un packaging per la birra più sostenibile

Un impianto a tutto tondo, con focus sulle macchine per birre in lattina.

Nel nuovo impianto di Jordbro sono presenti diversi tipi di macchinari per il confezionamento della birra: l’attenzione è stata principalmente rivolta alla realizzazione di una linea completa di macchine dedicate al riempimento lattine.

Questa necessità è nata dal fatto che la domanda di birra in lattine di alluminio è aumentata sia in Svezia, sia a livello internazionale. Il mercato riconosce che la lattina, grazie al suo peso ridotto e alla facilità di riciclaggio, è più sostenibile dal punto di vista ambientale rispetto ad altri tipi di packaging. Un altro vantaggio è il fatto che la lattina è tra i tipi di contenitore che conservano meglio il sapore e le caratteristiche della birra.

Il cuore del nuovo impianto: la riempitrice lattine Comac

La macchina per lattine PEGASUS 8-1 V2 risponde perfettamente alle esigenze del birrificio svedese.

Per soddisfare la richiesta del cliente, nel restyling dell’impianto del birrificio è stato inserito uno dei fiori all’occhiello di Comac: la riempitrice isobarica per lattine fino a 3600 CPH 0,33l PEGASUS 8-1 V2.

Questa macchina è stata studiata per eseguire automaticamente i cicli di riempimento e aggraffatura delle lattine. La riempitrice di lattine è stata completata con sistemi di trasporto e macchine accessorie in accordo alle specifiche richieste del cliente e rispettando gli spazi disponibili nei locali di installazione.

Il risultato ottenuto: un impianto di confezionamento efficiente

Un sistema di confezionamento della birra che farà raggiungere nuove vette di produttività.

Grazie all’intervento di Comac e Rolec, il birrificio che dispone di un’area di ben 1500 metri quadrati dedicata al confezionamento della la birra a tutto tondo, può ampliare la sua offerta con nuovi formati.

Hai un’attività simile e vorresti una soluzione fatta su misura per te? Raccontaci i tuoi obiettivi.

 

Contattando lo staff Comac avrai la possibilità di progettare un impianto che ti farà raggiungere nuove vette di produttività.

La solidità dei fusti, la leggerezza dell’alluminio o la sostenibilità del vetro? Nel packaging per bevande non esiste un vincitore assoluto, ma solo alternative che meglio si adattano alla produzione e agli obiettivi di vendita delle aziende. Vediamo insieme quali sono i punti di forza di lattine, bottiglie e fusti, le tre tipologie di packaging su cui Comac punta con le sue linee di confezionamento.

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La scelta del packaging perfetto dipende da molti fattori: tipo di bevanda da confezionare, posizionamento sul mercato, budget a disposizione per i materiali, identità del brand e molto altro ancora. I vantaggi di ogni tipo di packaging sono molteplici: per fare la scelta giusta basta solo avere ben chiare le proprie necessità di produzione e i requisiti da soddisfare.

In questo articolo riassumiamo i diversi tipi di packaging per bevande e i loro principali vantaggi.

Perché usare le lattine come packaging

La sostenibilità, la leggerezza e la versatilità dell’alluminio sono tra i punti di forza principali delle lattine.

Disponibili in diversi formati, le bevande in lattina sono tra le più popolari del momento, anche nel settore delle birre artigianali.

L’alluminio spesso si rivela la scelta vincente perché unisce leggerezza e sostenibilità, due aspetti particolarmente apprezzati dai consumatori finali. Si tratta, inoltre, di un materiale con un prezzo vantaggioso e che può essere riciclato al 100% e all’infinito, a differenza di altri prodotti come la plastica.

Un altro aspetto positivo? Le lattine sono tra i packaging più versatili quando si tratta di bevande: l’esterno di questo contenitore, infatti, è interamente personalizzabile con grafiche colorate e accattivanti, anche stampate direttamente sull’alluminio (un procedimento che consente anche di risparmiare carta per l’etichettatura).

Perché usare bottiglie di vetro come packaging

Sostenibilità, migliore qualità percepita e stabilità della bevanda: tre aspetti da non sottovalutare.

In un nostro articolo dedicato alle riempitrici bottiglie e ai loro vantaggi abbiamo parlato di come diversi studi di settore abbiano dimostrato che il vetro comporta una migliore qualità percepita da parte del consumatore, sia in termini di gusto, sia di sensazione di maggiore ricercatezza.

Questo accade principalmente perché, specialmente in presenza di una bevanda frizzante, la rigidità e la non permeabilità del vetro garantisce una migliore stabilità del prodotto.

In aggiunta a questo vantaggio non indifferente, anche il vetro, come l’alluminio, è una valida soluzione per il packaging in termini di sostenibilità ambientale. È infatti riciclabile all’infinito e al 100%.

Perché usare fusti in acciaio inox e PET

Un packaging che non tramonta mai: solidità, capienza e praticità sempre al proprio fianco.

I fusti rimangono tra i packaging più gettonati quando si tratta di bevande, in quanto sono i più solidi e capienti.

Se il tuo cliente tipo ha un’attività di ristorazione o un locale, il fusto in acciaio è sicuramente la scelta più azzeccata. Questo tipo di imballaggio, infatti, garantisce praticità nell’erogazione, maggiore protezione da aria e luce e un migliore mantenimento nel tempo della qualità della bevanda.

Se desideri ampliare la tua clientela, i fusti in PET possono essere una soluzione adatta sia per le attività, sia per i privati, grazie allo smaltimento più semplice del contenitore e alla facilità di utilizzo anche senza un apposito spillatore professionale.

 

Comac può fornirti l’impianto di confezionamento perfetto a seconda del tipo di packaging scelto per le tue bevande. Scopri l’efficienza e l’affidabilità dei nostri macchinari.

Free Flow Wines, giovane azienda californiana che vanta già una vasta produzione, ha scelto l’affidabilità e la precisione degli impianti di infustamento Comac per raggiungere i suoi obiettivi: fornire vino alla spina di alta qualità, con una grande attenzione verso la sostenibilità ambientale. Ecco quali macchine abbiamo selezionato per creare un sistema di infustamento altamente efficiente.

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Photo credits: Free Flow Wines

Fondata nel 2009, Free Flow Wines propone servizi per confezionare vino in fusti e lattina conto terzi, puntando su un servizio interamente wine-focused ed ecosostenibile.

Oggi fornisce più di 250 marchi di vini provenienti dalle cantine di tutto il Nord America, Sud America, Nuova Zelanda, Australia ed Europa. I vini Premium in fusti e lattine Free Flow raggiungono ogni giorno ristoranti, hotel, negozi al dettaglio e luoghi di intrattenimento in tutti gli Stati Uniti.

Comac ha aiutato l’azienda a fornire un servizio di alto livello grazie a un impianto di infustamento all’avanguardiaprogettato su misura in base alle loro esigenze.

Vediamo insieme i dettagli del progetto.

L’obiettivo del cliente: vino in fusto di alta qualità

Abbiamo trovato fin da subito un’intesa con il cliente: il suo desiderio, infatti, era distribuire vino alla spina di alta qualità, ottimizzando al massimo la produzione e, soprattutto, rispettando l’ambiente (un valore che sta molto a cuore anche a noi).

La strategia di Free Flow Wines punta tutto su tre pilastri fondamentali:

  • Sustainability, la sostenibilità. Il fusto è un contenitore che si riutilizza innumerevoli volte, se igienizzato correttamente. Ne consegue una riduzione dei rifiuti nell’ambiente.
  • Freshness of the product, la freschezza del prodotto. Il vino in fusto si conserva perfettamente, calice dopo calice, molto di più rispetto a una bottiglia aperta a contatto con l’aria.
  • Costo del prodotto. Eliminando l’imballaggio si ottiene un risparmio notevole per l’azienda e per il consumatore finale.

Fatto tesoro di tutte queste premesse, siamo passati alla progettazione della soluzione migliore.

Le macchine selezionate per realizzare il sistema di infustamento

Linea di infustamento completa di:

  • lavafusti esterna
  • 2 lavatrici/riempitrici modello 5+2T
  • 5 serbatoi di lavaggio;
  • Codificatori ink-jet;
  • 1 robot di pallettizzazione che realizza anche le operazioni di applicazione collare e capsula;
  • Nastri di trasporto fusti e pallet;
  • 2 buffer tank;
  • Sistema CIP a tre serbatoi.

Oltre a selezionare alcuni macchinari standard della gamma Comac, i nostri progettisti si sono occupati anche di effettuare alcune personalizzazioni, come la separazione delle due linee di riempimento in modo che il cliente possa riempire i fusti con due prodotti diversi in contemporanea.

I risultati ottenuti grazie al sistema di infustamento Comac

Grazie a questa collaborazione, il cliente ha raggiunto i suoi obiettivi. La linea fusti funziona perfettamente e riesce a sostenere ritmi di confezionamento elevatissimi (fornire oltre 250 brand di vini non è certo una cosa da poco!).

Con la certezza di poter contare su un servizio impeccabile, Free Flow Wines sta tutt’ora pubblicizzando su diversi canali il suo #wineontap e #winebytheglass, puntando molto sul tema sostenibilità e qualità.

Hai un’attività simile e vorresti una soluzione fatta su misura per te? Raccontaci i tuoi obiettivi.

Contattando lo staff Comac avrai la possibilità di progettare un sistema di infustamento che ti farà raggiungere nuove vette di produttività, mantenendo alta la qualità dei vini.

Per il confezionamento delle bevande in fusti, Comac progetta e realizza diversi tipi di impianti in base al tipo di produzione. Quale tipo di infustatrice è più adatta alla tua azienda? Basta sapere che “numeri” vuoi ottenere.

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Nel processo di selezione delle infustatrici perfette per la propria azienda, le variabili possono essere molteplici: la grandezza della propria azienda, il tipo di bevanda da infustare, il numero di addetti ai lavori disponibili, e altro ancora. La variabile che deve influenzare maggiormente la decisione, però, deve essere il numero di fusti all’ora che si desidera ottenere. Il resto può essere tranquillamente adattato in base alle proprie esigenze di produzione.

Comac progetta e realizza impianti semiautomatici e automatici per il processo e il confezionamento di bevande in fusti di qualsiasi formato. Gli impianti, studiati per il trattamento di fusti in acciaio inox, possono essere adattati anche per il trattamento di fusti one-way in plastica.

Ma quale tipo di impianto è più adatto alla tua realtà? Vediamoli insieme uno per uno.

Impianti con riempitrice fusti semiautomatica

Le riempitrici fusti più adatte per produzioni medio-piccole.

Nella foto: una componente della linea fusti 38 KPH.

Compatti, affidabili e personalizzabili, gli impianti per produzioni medio-piccole coprono un range che va dai 15 ai 40 fusti/ora.

Si tratta di soluzioni semiautomatiche, che lasciano quindi agli operatori le sole azioni di movimentazione dei fusti.

Un’unica struttura, interamente realizzata in acciaio inox, supporta i serbatoi delle soluzioni di lavaggio, le teste di trattamento, le pompe centrifughe, il quadro elettrico e tutte le tubazioni, rendendo l’impianto molto compatto (e quindi adatto anche per spazi ristretti).

Un impianto pensato per produzioni medio-piccole non è assolutamente meno performante rispetto a quello delle grandi aziende: sia la tecnologia che i componenti impiegati per realizzare questo tipo di macchinari sono gli stessi utilizzati negli impianti ad alta produttività.

 

Impianti con riempitrice fusti automatica

Le riempitrici fusti per produzioni medio-grandi.

Per produzioni che vanno da 40 a 250 fusti/ora

Nella foto: Lavatrice-riempitrice fusti per impianti da 60 KPH

Questi impianti sono studiati per eseguire automaticamente sia i cicli di lavaggio e di riempimento che le operazioni di movimentazione dei fusti.

La tipologia e il numero di macchine che compongono gli impianti variano in base alle esigenze produttive dei clienti ed alla complessità dell’impianto stesso e comprendono le funzioni di controllo dei fusti o di trattamento degli stessi.

Anche in questo caso, la tecnologia e i componenti impiegati per realizzare questo tipo di impianti sono gli stessi utilizzati nei macchinari ad alta produttività.

Per produzioni oltre i 250 fusti/ora

Nella foto: Linea automatica HS6T high-speed.

Quando si tratta di produrre in grandi quantità, Comac offre le soluzioni più veloci e performanti del settore, con impianti di infustamento studiati per eseguire automaticamente tutte le operazioni necessarie.

Le macchine disponibili nella nostra gamma permettono di coprire un range che spazia da 250 fusti/ora fino a oltre 1000 fusti/ora.

La qualità degli impianti per fusti Comac

Perché scegliere le nostre infustatrici.

Perché scegliere Comac per aggiungere una o più infustatrici al tuo impianto? Partiamo dalle basi: usiamo un acciaio ottimo per creare le nostre macchine e manteniamo alti standard di qualità.

Quello che fa davvero la differenza, però, è che ti offriamo un’ottima lavorazione, alta efficienza nel tuo impianto e una produzione ininterrotta.

La ciliegina sulla torta? Consegniamo i nostri impianti versatili e personalizzabili in tempi brevi, al massimo in 5 mesi (per le infustatrici dedicate alle produzioni medio-piccole anche sole 3 settimane).

 

Hai un progetto e vuoi partire con la tua piccola produzione? Comac ti aiuta con il noleggio a lungo termine (long rent)

Ti aiutiamo ad ottenere una o più infustatrici.

Comac ha a cuore la passione che gli imprenditori mettono nelle proprie creazioni, soprattutto quando si tratta di attività nascenti. Per questo abbiamo pensato di introdurre la formula long rent per le nostre infustatrici dedicate alle produzioni medio-piccole.

Con questa soluzione potrai avere un’ottima infustatrice, i ricambi e assistenza 24h su 24. Se il tuo business dovesse avere qualche difficoltà, potrai restituirla senza alcun problema.

 

Raccontaci il tuo progetto, Comac ti aiuterà a realizzarlo al meglio.

Artigianale è bello, anche e soprattutto nel mondo della birra. Comac lo sa bene visto che dal 2011, attraverso il progetto 4SizeS, rivolge un’attenzione speciale alle esigenze dei birrifici artigianali in materia di infustamento e imbottigliamento.

birrifici artigianali

Artigianale è bello, anche e soprattutto nel mondo della birraComac lo sa bene visto che dal 2011, attraverso il progetto 4SizeS, rivolge un’attenzione speciale alle esigenze dei birrifici artigianali in materia di infustamento e imbottigliamento. Forte della sua esperienza maturata sul difficile mercato USA, dove l’arte della craft beer è una tradizione consolidata da decenni, Comac mantiene sempre alto il proprio livello di qualità anche per le piccole dimensioni di questo tipo di imprese. L’ultima novità in materia è l’utilizzo sempre più massiccio dei fusti in plastica come contenitore.

A confermare questa tendenza è arrivata anche una recente rilevazione di Confartigianato: le famiglie italiane spendono 1523 milioni di euro all’anno per la birra artigianale. E sull’onda di questo successo cresce sempre di più anche il numero dei produttori: negli ultimi 3 anni, sempre secondo i dati dell’associazione di categoria, si è registrato un incremento del 61,8%ogni 11 giorni, in pratica, viene aperto un nuovo birrificio artigianale in Italia.

Dati incoraggianti, anche se il mercato USA continua a crescere a una velocità incredibile rispetto al nostro Paese: lì nascono 2 birrifici artigianali al giorno. Il sistema Italia, a livello economico-finanziario, non offre ancora abbastanza strumenti per favorire la nascita di microimprese. Un miglioramento, da questo punto di vista, favorirebbe l’avvio di nuove attività e la nascita di un maggior spirito imprenditoriale in questo campo, come appunto accade Oltreoceano.

Nel nostro Paese, comunque, il maggior numero di imprese di questo tipo si registra proprio nella regione che ospita la sede di Comac, la Lombardia, seguita da Sicilia, Campania, Veneto ed Emilia-Romagna.

La birra artigianale, insomma, è buona, offre nuove opportunità di lavoro e fa anche bene alla salute, come vi abbiamo già raccontato in altri post del nostro blog. Anche Confartigianato è d’accordo: l’istituto ha fatto notare che, anche grazie all’attenzione sempre maggiore a tecniche tradizionali e materie prime genuine, la percentuale di italiani in condizione di obesità sta scendendo. Nel 2015 si è attestata al 9,8% rispetto al 10,3% registrato nel 2014, e ben al di sotto della media dei Paesi dell’UE (16,7%).

Anche voi preferite la birra artigianale? Perché? Cosa fareste per migliorare questo settore?  Ditecelo qui sotto nei commenti o commentate sulla nostra pagina Facebook!

Ufficio Comunicazione, Web e Relazioni Esterne Comac

Chissà quante volte vi siete seduti al tavolo di un bar e, senza farvi troppe domande, avete chiesto “una birra alla spina”. Una cosa è certa: non desideravate una birra in bottiglia…

 

Ma da dove viene questa definizione? Un tempo la birra veniva conservata e confezionata in botti di legno, di diverse dimensioni, e, per poter spillare il liquido ambrato, era necessario munirsi di martello e piantare nella botte una spina di legno che aveva la funzione di rubinetto.

Il passo successivo è stato il fusto in acciaio e la spina è diventata… uno spinotto o spinone, un rubinetto collegato ad un tubo incorporato nel fusto al fine di tenerlo sempre ermeticamente chiuso e protetto.

 

In commercio esistono diversi modelli di spinotti, a scivolo, a baionetta, a triangolo e tutti sono adatti per la birra da spillare.

Di conseguenza cambiano anche i fitting, che sono quindi di diverso formato, ma tutti ugualmente utilizzabili: COMAC produce macchine ed impianti per infustamento in grado di processare qualsiasi tipo di fitting.

 

Dal momento che i fusti sono in pressione, alcuni hanno una sicurezza che impedisce lo smontaggio dello spinone senza aver prima rilasciato la sovrapressione eventualmente presente. Questa chiave ne permette lo smontaggio.

Chiave

Inoltre è fondamentale una corretta pulizia del fusto e dello spinotto: il gusto della birra può essere irrimediabilmente rovinato da una non corretta pulizia del fusto ma soprattutto dello spinone e del rubinetto da cui la birra fuori esce per essere spillata.

 

COMAC suggerisce ai propri clienti di avvalersi del lavaggio controcorrente con soda caustica, che, a differenza di quello tradizionale, riesce a pulire in modo estremamente accurato tutte quelle parti minute e delicate che costituiscono lo spinotto.

 

Anche la spillatura è un passaggio estremamente importante: ogni tipo di birra richiede la sua spillatura e il gusto della birra può anche cambiare radicalmente se una birra non viene spillata in modo corretto. L’inclinazione del bicchiere, 2 o più passaggi di spillatura, temperatura di servizio sono alcuni degli accorgimenti da cui non è possibile prescindere.

 

E per concludere, una raccomandazione, non certo per chi si intende di birra: la schiuma nella birra deve esserci, a costo di rimandare indietro il boccale.

 

Generalmente, infatti, la schiuma deve essere abbondante, almeno un paio di dita, e la sua funzione è quella di preservare gli aromi ed i profumi, nonché tenere la birra in temperatura… regola che vale per tutte le birre tranne per quelle inglesi ed irlandesi, che per tradizione, contengono poca CO2 e quindi schiumano di meno.

 

E voi preferite una birra alla spina o in bottiglia? Attendiamo commenti.

Una delle macchine Comac presentate al Drinktec 2013 e che ha ricevuto un ottimo successo e molti apprezzamenti soprattutto da parte dei piccoli produttori di birra artigianale che stanno valutando la possibilità di avvalersi di fusti one-way per commercializzare il loro prodotto.

Alta, snella, solida, dalle misure interessanti e facilmente gestibile. No, non sto parlando della fotomodella del momento, ma della macchina riempitrice per fusti one-way Comac mod. 1T-OW: monotesta, semiautomatica, atta al riempimento dall’alto di fusti one-way in plastica, con una resa nominale fino a 40 fusti/ora da 24 L di capacità.

Una delle macchine Comac presentate al Drinktec 2013 e che ha ricevuto un ottimo successo e molti apprezzamenti soprattutto da parte dei piccoli produttori di birra artigianale che stanno valutando la possibilità di avvalersi di fusti one-way per commercializzare il loro prodotto.

Questa macchina ha delle misure interessanti che ne permettono una facile collocazione anche in spazi ridotti: infatti è lunga mm. 850 circa, larga mm. 780 circa, alta mm. 2.000 circa e vuota pesa Kg. 250 circa.

E’ decisamente robusta grazie alla sua struttura portante in acciaio inox AISI 304 ed è dotata di piedi regolabili in altezza.

Questa macchina, grazie alla sua carteratura, è molto sicura e protegge l’operatore da eventuali schizzi e difetti di produzione del fusto.

Il tempo per il totale ciclo di riempimento di un fusto, calcolato dal posizionamento manuale dello stesso sul piano d’appoggio, passando per le diverse fasi di pulizia e riempimento fino al suo scarico manuale, è di circa 80 secondi il che permette di riempire all’incirca 40 fusti one way all’ora. Il fusto viene riempito dall’alto per evitare l’operazione di ribaltamento e, su richiesta, è possibile dotare la struttura di un’apertura laterale alla quale appoggiare un nastro trasportatore per permettere di estrarre manualmente e lateralmente i fusti.

Dal momento che il fusto non necessita di essere lavato all’interno prima di essere riempito, questa macchina è dotata di un solo serbatoio che viene utilizzato come contenitore dell’acqua calda per lavare la bocca del fusto e per eseguire il ciclo di lavaggio della macchina stessa, il CIP Cleaning in Place, in un secondo momento.

Per maggiori informazioni sia tecniche che commerciali, non esitate a contattarci: siamo a vostra disposizione!

Come ripulire e sterilizzare completamente gli impianti e ridurre drasticamente il rischio di contaminazione. Scopri perché è importante avere un sistema di lavaggio automatico CIP.

Come ripulire e sterilizzare completamente gli impianti e ridurre drasticamente il rischio di contaminazione. Scopri perché è importante avere un sistema di lavaggio automatico CIP.

Sono tantissimi gli imbottigliatori grandi e piccoli che ogni giorno si trovano a dover affrontare il tema della pulizia, della disinfezione e della sanificazione dei propri impianti. Perché si sa, nel settore delle bevande, così come in quello alimentare, l’igiene gioca un ruolo fondamentale: più la pulizia delle macchine è accurata, migliore è la qualità del prodotto che si andrà a immettere sul mercato.

Cos’è l’unità CIP – Cleaning in Place e a cosa serve

L’unità CIP, acronimo di Cleaning in Place, non è altro che una macchina che consente di pulire e sanificare interi impianti di stoccaggio, d’infustamento o di imbottigliamento, senza che questi debbano essere smontati.

Dotati di un numero variabile di serbatoi con capacità adeguata agli impianti da igienizzare, le unità CIP per il lavaggio degli impianti consentono di preparare, in automatico, le soluzioni di lavaggio e disinfezione, di effettuare il ciclo previsto e di verificare che detto ciclo sia stato effettivamente portato a termine secondo le modalità prevista.

L’obiettivo è quello di eliminare completamente ogni sorta di residuo di prodotto dagli impianti di infustamento e imbottigliamento, sia a fine turno che nella fase di cambio prodotto; l’azione meccanica di lavaggio con portate elevate, combinata con l’azione chimica dei detergenti e disinfettanti, consente di pulire accuratamente anche le parti più critiche degli impianti.

Il ciclo inizia con il risciacquo con acqua a perdere, per rimuovere i residui più grossolani, seguita dalla fase di lavaggio con la soluzione caustica precedente preparata automaticamente; segue un risciacquo intermedio, la disinfezione con la soluzione acida ed infine risciacquo finale con acqua fredda e calda per rimuovere i residui dei detergenti utilizzati.
Diversi programmi di lavaggio (cambio prodotto, fine giornata, fine settimana) sono memorizzati nel PLC. Programmi supplementari possono essere facilmente aggiunti.

Quali sono i vantaggi di un’unità automatica CIP Cleaning in Place?

Risparmio di manodopera: il PLC avvia automaticamente il ciclo sceltoall’orario impostato, senza bisogno della presenza dell’operatore.

Risparmio di prodotti chimici: i dosaggi vengono effettuati automaticamente e controllati da un misuratore di conducibilità.

Certezza del risultato: i dispositivi di controllo sul circuito di lavaggio garantiscono che il ciclo si sia svolto in accordo con il programma impostato, l’errore umano è bandito!!!

Con un buon sistema di lavaggio si produce un prodotto migliore.

Sei un microbirrificio o un grosso produttore di birra, un imbottigliatore di acqua o di bibita e stai cercando il sistema di lavaggio ideale per i tuoi impianti di riempimento o per i serbatoi di stoccaggio?

 

Contattaci senza impegno per una consulenza o per ricevere maggiori informazioni sui nostri impianti CIP – Cleaning in Place!