Beer is my comfort food
Il termine “comfort food” fa parte dei dizionari di inglese dagli anni Settanta, ma il concetto, in Italia, si sta facendo strada solo negli ultimi anni, con libri e blog dedicati all’argomento. Il “comfort food”, come si può intuire, è il cibo che ci dà calore umano, è legato magari a un bel ricordo o una tradizione familiare. Non è per forza il cibo più buono, insomma, ma quello con cui ci si premia quando si ha voglia di coccole.

Tutti hanno un loro personale “comfort food” – dolce o salato, semplice o difficile da realizzare – e di sicuro tutti gli appassionati di birra hanno anche la loro “comfort beer”, in onore di un viaggio indimenticabile, una cena speciale o semplicemente un momento di relax.

In questi giorni, per esempio, siamo sicuri che per molti tifosi di calcio l’accoppiata birra davanti alla tv + partita di calcio degli Europei, magari da guardare con gli amici, sia un’idea vincente!

E per chi, oltre a guardare, pratica un’attività sportiva arriva una buona notizia: qualche mese fa, infatti, in occasione del convegno “Birra e salute, birra e sport. Incontri possibili o impossibili?” promosso a Rimini da Unionbirrai, il medico della Nazionale italiana di calcio, Luca Gatteschi, ha dato il via libera a un consumo moderato lontano dallo sforzo. “Grazie alla minore quantità di zuccheri, al maggior contributo di magnesio, fosforo, calcio e complesso di vitamine B, la birra è un integratore energetico valido e completo” ha dichiarato il medico, che è anche un convinto appassionato.

In particolare, via libera alle birre artigianali: il loro segreto sta nei cereali e nel luppolo, che ha proprietà antiossidanti. La quantità consigliata è di una “unità alcolica” – lattina o bottiglia da 33 cl – al giorno per le donne e due per gli uomini, ovviamente di media gradazione.

E voi? Qual è la vostra “comfort beer” e per quale motivo? Ditecelo nei commenti, siamo curiosi di sentire la vostra opinione!