birra e vinili

Record Club finora erano un’esclusiva usanza britannica: negli anni Cinquanta e Sessanta servivano a raggiungere con i dischi anche i luoghi lontani dai negozi di musica. Bella storia, direte voi, ma cosa lega il mondo Comac a questa notizia?

 

È presto detto: i Record Club stanno rinascendo e uno di loro, in particolare, unisce i vinili e la birra artigianale in un unico progetto.

 

Il club in questione, che si chiama Hurd ed è tutto virtuale, nasce da un’idea di un ragazzo di Londra, Jack Miles, che ha voluto unire le sue due passioni in un solo “lavoro”. Il meccanismo è semplice: si paga una quota mensile e ogni mese gli abbonati ricevono a casa un pacco – da fine dicembre il servizio è stato esteso a tutto il mondo – che contiene un vinile esclusivo (stampato espressamente per il club) e quattro bottiglie di birra artigianale o sidro, a seconda dell’opzione più gradita.

 

Jack sceglie personalmente il suo “disco del mese”, scovando in giro per la Rete gli artisti emergenti più interessanti, e ci abbina le etichette di birre artigianali, provenienti da Gran Bretagna e Stati Uniti.

 

“Ci abbiamo messo un po’ a capire che vinili e birra sarebbe stato l’abbinamento giusto: era ciò che ci sarebbe piaciuto ricevere, quindi offrire”. Ad accomunare le due cose, la sorpresa di scoprire sempre nuovi gusti, ma anche il piacere del “vintage”, proprio come i vecchi vinili che stanno tornando di moda.

 

Complimenti per l’idea originale a Jack e al team di Hurd!

 

E voi? Avete una “birra del cuore” che associate magari al vostro disco preferito? Ditecelo qui sotto o sulla nostra pagina Facebook!

 

Birra e musica, un matrimonio perfetto!

Ascoltare la musica e bersi una buona birra sono sicuramente due esperienze piacevoli, ma avreste mai detto che una cosa potesse influenzare nettamente l’altra? Eppure è proprio così: una colonna sonora giusta può farci cambiare la percezione della birra che si sta bevendo. Sembra un argomento buono per le chiacchiere da bar, ma l’ha dimostrato una ricerca dell’università di Bruxelles, città che, di birra, se ne intende.

 

Nel numero di settembre 2016 della rivista scientifica “Food Quality and Preference”, infatti, apparirà uno studio, coordinato dalla Vrije Universiteit della capitale belga, intitolato “L’influenza del paesaggio sonoro nella percezione e valutazione delle birre”.

 

Presentando una sintesi del suo studio, il professor Felipe Carvalho, uno dei suoi autori, ha spiegato come si è svolto il suo esperimento. I partecipanti hanno assaggiato e giudicato due volte una birra, senza sapere che era la stessa, con in sottofondo un diverso stimolo sonoro. I risultati hanno mostrato, appunto, che la musica influenza la percezione di dolceamaroacido e addirittura della gradazione alcolica.

 

“I partecipanti hanno valutato la birra come significativamente più dolce quando hanno ascoltato una colonna sonora più melodica, e forte mentre ascoltavano una colonna sonora più dura” ha detto Carvalho. “Per certi versi è come se trasferissimo la nostra esperienza e sensibilità musicale nella birra che stiamo bevendo”.

 

Ma come si spiega questo strano effetto? Merito di alcuni stimoli nel nostro cervello, che portano all’”accensione” involontaria di un altro senso. Gusto e udito, insomma, possono generare insoliti accoppiamenti, e chissà se dopo questa scoperta qualcuno si butterà in qualche esperienza multisensoriale nei ristoranti o sulle tavole di casa nostra!

 

E voi? Avete una colonna sonora preferita mentre sorseggiate una birra? Qual è la vostra playlist nelle varie occasioni (in famiglia, con gli amici, con il partner)? Ditecelo nei commenti, se vi va, o seguiteci sulla nostra pagina ufficiale di Facebook!